Aeroporto di Malpensa, i danni in cifre
Prendendo spunto da un bell’articolo di VareseNews si capisce bene il danno in EURO e occupazionale che l’Aeroporto di Malpensa avrebbe con l’attuazione del nuovo piano industriale Air France (leggi art. Disfatta Malpensa, aeroporto dimezzato).
L’intervistato è l’assessore alle Infrastrutture della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo il quale dirama i risultati di uno studio del Gruppo Clas-Universita’ Bocconi sulla crescita occupazionale e quindi sull’impatto economico che avrà Malpensa nei prossimi 10 anni.
La ricerca valuta che nel 1995 Malpensa attivava 13.385 posti di lavoro e una produzione 1.043 milioni di euro. Nel 2005, dopo il rilancio internazionale di Malpensa, attivava 76.698 posti di lavoro e 5,5 miliardi (5.574 milioni euro) di produzione. Le stime sul 2015 parlano di 120.363 posti di lavoro e di 8,9 miliardi di produzione.
Il risultato è presto detto: oltre 40.000 mancate assunzioni derivate dalla differenza tra i 120.000 posti previsti nel 2015 e gli oltre 76.000 del 2005 con una produzione negativa di circa 3,4 miliardi di euro.
Lo studio approfondisce anche i mancati introiti del sistema alberghiero che gravita intorno all’aeroporto di Malpensa (ricordiamo i numerosi HOTEL di catena che hanno dimostrato la volontà di investire su un’area promettente proprio per la presenza di uno scalo intercontinentale); circa 286 milioni di euro all’anno derivati dalla perdita di 2.600.000 passeggeri/notte in meno al costo medio di 110 euro per pernottamento.
E per finire i maggiori costi, 200 milioni di euro all’anno, che le aziende dovrebbero sostenere per i loro manager, qualora dovessero perdere tre ore in piu’ nei loro viaggi intercontinentali per partire da un hub europeo anziche’ da Malpensa. La cifra di 200 milioni e’ stata calcolata dallo studio della LIUC solo sui 665.000 biglietti business.
Et voilà, il danno è fatto…


