Alitalia taglia … Malpensa
Alitalia taglia più di 150 voli giornalieri migrandone la gran parte sull’Aeroporto di Fiumicino; giorno dopo giorno si va completando l’abbandono dell’HUB (se così vogliamo ancora chiamarlo) varesino da parte della compagnia di bandiera e di fatto il declassamento dell’Aeroporto di Malpensa nato dieci anni fa sta già avvenendo.

Da qui il titolo: ALITALIA TAGLIA MALPENSA
Oberata dai debiti e con perdite giornaliere indecifrabili, la compagnia di bandiera corre ai ripari tagliando le rotte ubicate a Malpensa e portandole a Fiumicino … se qualche lettore riuscirà a spiegarne i benefici ben venga, a mio parere se una compagnia è allo sbando non si salva spostando le destinazioni da un aeroporto all’altro, al massimo tira a campare qualche altro mese …
Mentre l’amministratore delegato di Alitalia, Maurizio Prato, e Mr. Spinetta, suo pari e aspirante acquirente di Air France- Klm, prendevano la decisione di disdire gli slot di Malpensa arrivava la notizia dai ministri Antonio Di Pietro (Infrastrutture) e Alessandro Bianchi (Trasporti) del via libera pari a 500 milioni per le opere di accessibilità allo scalo lombardo.
E qui ci sarebbe da fare una riflessione: da una parte il ministero del Tesoro & C. spingono per una risoluzione a breve della questione Malpensa cercando di abbreviare i tempi della cessione (e di fatto approvano il piano industriale Air France- Klm per il declassamento dell’Aeroporto), e dall’altra il ministero delle Intrastrutture e dei Trasporti concordano finanziamenti pari a MEZZO MILIARDO di EURO per il potenziamento delle infrastrutture dello stesso … un bel controsenso non trovate?
A me sembra che Air France, ricordiamoci bene che è la più grande compagnia aerea del mondo in termini di reddito e la terza più grande del mondo (la prima in Europa) in termini del rapporto passeggeri/chilometri, sapendo bene con chi avrebbe dovuto trattare (non è un caso che durante le trattative di cessione di KLM il governo olandese abbia ottenuto senza problemi una moratoria per l’aeroporto di Amsterdam-Schiphol), abbia scavalcato Governo & C. e vada per la propria strada senza guardare in faccia a nessuno e noi “poveri italiani” continiamo a litigare per le noccioline senza sapere che la trattativa è già chiusa da un pezzo e che non avremo più parola in capitolo.
Intanto il tacito assenso del Tesoro, principale azionista della compagnia con il 51%, ha aperto due nuovi fronti: il ricorso di AirOne al TAR per l’esclusione dalle trattative di compravendita di Alitalia e la richiesta di danni miliardaria da parte di SEA, la società di gestione aeroportuale degli scali milanesi di Linate e di Malpensa, allo stato italiano.
EVVIVA!!! La telenovela continua …
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