Ottimismo per Malpensa
Ottimismo per Malpensa: nonostante i tagli di Alitalia l’Aeroporto di Malpensa vede crescere le sue prospettive.
L’ottimismo è dovuto a due fattori importanti avvenuti queste ultime settimane:
1) l’assegnazione a Milano dell’EXPO 2015;
2) la vincita di Silvio Berlusconi che insieme alla Lega Nord hanno fatto della difesa dell’aeroporto varesino il loro cavallo di battaglia.

EXPO 2015
l’assegnazione a Milano dell’EXPO 2015 rende ancora più assurdo il declassamento dello scalo internazionale. Tra pochi anni Malpensa dovrà servire i numerosi visitatori previsti (si parla di 30 milioni di persone) e questo lo rende sicuramente appetibile per le compagnie straniere.
POLITICHE 2008
Silvio Berlusconi e Umberto Bossi hanno più volte affermato la volontà di rilanciare Malpensa e (ahimè) Alitalia; la Lega Nord ha addirittura messo il salvataggio dell’hub varesino tra le priorità di governo.
Due le ipotesi per il rilancio dell’aeroporto, con o senza Alitalia:
la prima ipotesi è che il nuovo governo riesca a mettere insieme la conclamata cordata italiana in tempi brevi per acquisire Alitalia evitandole così il commissariamento (magari con l’apporto di AirOne o di Airoflot come riferimento tecnico). A capo della cordata DEVE essere nominato un manager CAPACE e con pieni poteri in modo che elabori un nuovo piano di salvataggio comprendente la salvaguardia di Malpensa. Per evitare sprechi sarà necessario da subito il trasferimento nei dintorni dell’hub varesino di un buon numero di piloti, di assistenti di volo e di addetti alla manutenzione. In questo modo si metterà fine all’attuale sistema masochistico inperniato su Fiumicino (tra rimborsi spese, benefit e quant’altro si calcolano oltre 200 milioni l’anno di spesa in quanto il personale Alitalia in servizio a Malpensa è residente a ROMA!).
La seconda ipotesi è il proseguimento della trattativa con Air France-KML ponendo condizioni precise che potrebbero essere: UNO, che si proceda a una vendita parziale mantenendo una forte percentuale di capitale italiano che tuteli l’interesse nazionale e DUE, che si ceda la compagnia ad Air France, ma senza i diritti di scalo nei Paesi con cui esistono accordi bilaterali che l’Alitalia detiene in quanto compagnia di bandiera e che i francesi pretendono di mantenere in quanto hanno più valore della compagnia stessa. Questa seconda variante consentirebbe a Malpensa di diventare terra di conquista di qualche importante compagnia asiatica diventando magari l’hub europeo in vista di EXPO 2015.
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Nel frattempo la politica di Alitalia di trasferire i voli a Fiumicino si è rivelata un boomerang traendo più danni che benefici. I business-man che abitualmente partono dal Nord Italia verso l’estero stanno gradualmente abbandonando Alitalia scegliendo altri scali europei (e altri vettori) pur di non spostarsi su Roma Fiumicino. Il risultato scontato è che gli aerei Alitalia decollano mezzi vuoti!! Queste le cifre: se prima del 31 marzo (data in cui i voli da Malpensa sono stati dimezzati) volavano su Alitalia, partendo da Malpensa, mediamente 38.000 passeggeri al giorno, oggi se ne imbarcano a fatica 5.000, cioè otto volte meno. La beffa Alitalia ha provocato all’aeroporto di Malpensa un “buco” di 33.000 viaggiatori quotidiani in fuga (questi sono infatti i viaggiatori che da Malpensa si sono riversati su altri scali europei scegliendo come vettori Air France-Klm, Lufthansa e Swiss) oltre a causare cassa integrazione per molti dipendenti. Che dire … complimenti!


