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Storia di Malpensa – 1ª parte

La storia aeronautica di Malpensa, e più in generale della brughiera gallaratese, era stata segnata già attorno al 1910 dagli esperimenti di Giovanni Agusta e di Gianni Caproni che vi avevano fatto volare i loro prototipi, andandosi poi a rafforzare con una serie di attrezzature militari sorte su aree demaniali attorno alle Cascine Costa e Malpensa.

locandina della prima guerra mondiale del campo scuola di aviazione militare di C.Malpensa

Durante la Prima Guerra Mondiale, Malpensa era divenuta una importante scuola di volo e nel corso del tempo, gli iniziali otto hangars di Cascina Costa e i dodici sorti in località Malpensa erano stati modificati ed ampliati sino a costituire una base importante della Regia Aeronautica; in ogni caso non si deve immaginare la presenza di chi sa quali infrastrutture, in quanto come per molti degli aeroporti militari di quel tempo, si trattava solo di una vasta area livellata, tenuta a prato, dalla quale gli aeroplani potevano decollare nella direzione più opportuna a seconda del vento.

Caduto in mani tedesche dopo l’armistizio del 1943, il campo di Malpensa fu oggetto di notevoli lavori e vi fu realizzata una pista in asfalto e calcestruzzo, che fu assai danneggiata dai bombardamenti alleati nelle ultime fasi della Seconda Guerra Mondiale.
Finita la guerra, i lombardi dovettero dedicarsi ai compiti più urgenti della ricostruzione. Inoltre le attività aeronautiche erano pesantemente limitate dalle condizioni imposte dalla Resa, ma dopo l’entrata in vigore del Trattato di Pace nel 1947, per iniziativa della società aerea belga Sabena e di un gruppo di imprenditori di Busto Arsizio fu attivato un collegamento aereo verso Bruxelles, che riallacciò la Valle Padana e Milano alla rete aerea europea. I voli anticiparono i tempi di una attività che l’aeroporto di Linate per la sua eccessiva vicinanza alla città sembrava non avrebbe mai potuto svolgere; decolli e atterraggi avvenivano dalla pista erbosa dell’ex aeroporto militare di Lonate Pozzolo, molto vicino a quello di Malpensa, che per concessione statale fu riaperta all’attività civile.

Da quel primo tentativo si passò nel 1948, su proposta dell’architetto milanese De Finetti, alla costituzione della società “Aeroporto di Busto Arsizio S.p.a.- Aeroporto Intercontinentale della Malpensa”, che si fece carico della riparazione e riattivazione della pista in cemento di 2000 metri per 60 con orientamento sud-est nord-ovest, danneggiata durante la guerra. [continua...]

1 Commento a “Storia di Malpensa – 1ª parte”

  1. Malpensa in piazza il 20 gennaio scrive:

    [...] informativo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessita’ di mantenere Malpensa come [...]

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