Storia di Malpensa – 3ª parte
Quindi, riprendendo il discorso in “Storia di Malpensa – 2ª parte” il Comune di Milano, nel 1950, espresse la volontà di mantenere agibile l’aeroporto di Linate ripromettendosi di studiare la realizzazione di un nuovo grande aeroporto nel raggio di una trentina di chilometri dalla città.

L’anno prima, nel 1949, il prof. Francesco Aimone Jelmoni, titolare della cattedra di “Costruzione di strade, ferrovie ed aeroporti” del Politecnico di Milano, aveva elaborato per conto della Società Aeroporto di Busto un progetto di NON fattibilità (quindi a favore del neonato Aeroporto di Malpensa) di un nuovo scalo aereo intercontinentale in Nord Italia.
Scartando per i più disparati motivi tutti i vari siti esistenti che avrebbero dovuto rispecchiarne le potenzialità (furono valutati i siti di Ponte S. Pietro, Bresso, Arcore, Taliedo, Bariano di Crema, Orio al Serio, Venegono, Vergiate, Linate, S. Damiano e Novi), il prof. Jelmoni aveva polarizzato la sua attenzione solamente su tre località: Cameri, sulla destra del Ticino e a nord di Novara, Malpensa, sulla sinistra dello stesso fiume ad ovest di Gallarate e Lonate Pozzolo, pure sulla sinistra dei fiume ma un po’ più a sud rispetto alla zona di Malpensa.
Lonate Pozzolo era stata identificata come la località più idonea per la nuova infrastruttura che, secondo i progetti di Jelmoni, doveva comprendere due coppie di piste parallele con direzione nord-sud ed est-ovest perpendicolari tra loro. Questa idea sembrò però a molti poco percorribile per lo sconvolgimento che avrebbe determinato al territorio della Lombardia: l’opinione pubblica si divise quindi tra i sostenitori di Linate e quelli di Malpensa.
In questo clima di contrapposizione, nel 1951, l’Amministrazione Comunale di Milano optò per l’ingresso nella Società Aeroporto di Busto con un primo apporto di trenta milioni di lire; nel 1952, inoltre, nominò una Commissione Tecnica che, nel gennaio del 1954 concluse che “la soluzione più opportuna per dare a Milano entro un temine relativamente breve un’adeguata attrezzatura aeroportuale, non poteva che essere quella di conformarsi ai vari elementi funzionali, economici e di realizzazione progettati in precedenza”.
All’atto pratico si ritenne dunque opportuno perfezionare e ampliare le attrezzature dell’aeroporto Forlanini (Aeroporto di Milano Linate) conferendogli la funzione di polo dei traffici nazionali e, nel breve periodo, adeguare le attrezzature dell’aeroporto di Malpensa alle esigenze del traffico intercontinentale migliorandone le comunicazioni con Milano e la regione circostante.
Nel 1955 il Comune di Milano e la Provincia vennero definitivamente coinvolti nella amministrazione della Società Aeroporto di Busto modificandola in “Società Esercizi Aeroportuali – S.E.A”.
L’integrazione dell’aeroporto di Linate con quello di Malpensa prevedeva la ristrutturazione del Forlanini come prima tappa verso la definitiva soluzione del problema aeroportuale di Milano resa sempre più urgente e non rimandabile. II Consiglio Provinciale sottolineava però anche l’urgenza di dar vita ad una commissione che studiasse la possibilità di un terzo aeroporto. La commissione di studio individuò nella zona di Lainate la previsione di un nuovo aeroporto; questo avrebbe consentito larghe possibilità di sviluppo e rapidi collegamenti con Milano ma fu però da subito accantonata per motivi di ordine economico.
Nel 1960 i voli nazionali ed europei vennero trasferiti all’Aeroporto di Milano-Linate, sicché Malpensa si ridusse a essere l’aeroporto intercontinentale di Milano e del nord Italia. La struttura così sviluppata è sostanzialmente corrispondente al cosiddetto attuale Terminal 2.
Una seconda fase, ed ormai siamo ai giorni nostri, è quella della ulteriore espansione che ha portato a costruire una grande aerostazione, completamente nuova (progetto Malpensa 2000), il cosiddetto Terminal 1 inaugurato nel 1998.
Nel 2007 si inizia a parlare di “Città di Malpensa” o “Business Park Malpensa” per mettersi al passo con gli hub internazionali… ma questa è un altra storia che approfondiremo in seguito.
Un fatto rilevante per la storia dell’aeroporto è la sua ubicazione all’interno di un parco naturale Parco Lombardo della Valle del Ticino, fatto che ha contrassegnato e contrassegna tutt’oggi gli sviluppi delle piste e delle infrastrutture correlate con una elevata conflittualità con gli ambientalisti e le Amministrazioni del circondario. Attualmente la protesta riguarda il progetto per la costruzione di una terza pista.
« Storia di Malpensa – 1ª parte
« Storia di Malpensa – 2ª parte


