Tutti in sciopero per salvare Malpensa
Alitalia, tutti in sciopero per salvare Malpensa
Il 25 ottobre non si vola in Lombardia. Sciopero generale del trasporto aereo per difendere l’aeroporto di Malpensa. «Mobilitazione votata a larghissima maggioranza» fa sapere Dario Balotta, segretario generale Fit-Cisl: «Il nono compleanno dell’hub milanese si festeggia purtroppo nel peggiore dei modi. La scellerata decisione di Alitalia rischia di emarginare l’aeroporto naturale del Nord, nonostante sia al centro di una consistente e sostenuta richiesta di mobilità aerea».
Valutazione sindacale che sottoscrive anche Antonio Di Pietro: «Non si possono far scontare all’Aeroporto di Milano Malpensa i problemi di una compagnia area» dice il ministro per le Infrastrutture. E mentre Roberto Formigoni segnala che è «da trentun giorni» in attesa «della decisione del governo» – «un silenzio carico di ambiguità e minacce» -, al Pirellone il presidente della Regione affronta il tema al tavolo «Patto per lo sviluppo» e nel breve termine, a Roma, incontrerà i parlamentari lombardi «per capire anche da loro cosa si intende fare».



16 ottobre 2007 alle 06:36
Ordine del Giorno del 2° Congresso Regionale della FLAI -Trasporti e Servizi sulla crisi Alitalia e sulle conseguenze negative per l’Hub di Malpensa
Il 2° Congresso Regionale della FLAI – Trasporti e Servizi, in merito alla decisione di Alitalia di tagliare 150 movimenti sullo scalo internazionale di Malpensa, ribadisce la sua netta opposizione.
Il Congresso sottolinea che le conseguenze negative, d’economia soppressa, del Piano di sopravvivenza di Maurizio Prato, ricadranno ineluttabilmente sui lavoratori, sulla parte più debole del sistema aeroportuale.
Si perderanno migliaia di posti di lavoro, sia in Sea Handling e in Sea Spa, che nelle altre aziende del Sedime connesse al trasporto aereo.
Il Piano Alitalia è decisamente contro le politiche e i programmi di SEA e delle Istituzioni Lombarde(Comune di Milano – Province e Regione Lombardia) che negli ultimi 10 anni, assieme ai Governi Italiani e all’Unione Europea hanno sostenuto lo sviluppo dell’Hub di Malpensa per ragioni economiche, sociali oltre che per la competitività del sistema delle imprese italiane. Si trattava di metterle in condizioni di lottare ad armi pari nell’economia globale con le imprese internazionali.
Il mancato sviluppo dell’Hub di Malpensa vanifica gli investimenti fatti e quelli in corso d’opera per circa 3 miliardi di euro, sei mila miliardi di vecchie lire, un’enorme risorsa che verrebbe sprecata ai danni della collettività, in particolare del territorio lombardo.
Il Congresso ritiene che i contenuti del Piano Alitalia siano un non senso economico perché, tra l’altro, eliminano le rotte più redditive. Appare evidente che è stato ritagliato alla Compagnia un ruolo regionale per renderla più appetibile a quei vettori europei interessati ad affidarle un compito meramente ancillare.
Nessuno crede che il piano di Maurizio Prato sia stato elaborato senza il consenso dell’azionista, in pratica del Governo Prodi.
Il Congresso, dopo aver analizzato in modo approfondito tutti gli aspetti della vicenda e i comportamenti dei diversi attori(Alitalia-SEA-Governo-Comune di Milano-Regione Lombardia) ritiene indispensabile giocare un ruolo attivo di mobilitazione dei lavoratori per sollecitare il mondo politico e le Istituzioni a rivedere il Piano Alitalia, analizzando i punti che hanno determinato decisioni così dirompenti con i programmi originari.
Il Congresso chiede che il Governo Italiano assuma la responsabilità di non far trasformare Malpensa in un’infrastruttura ampiamente sottoutilizzata, indicando quali sono i suoi piani di rilancio del sistema aeroportuale Lombardo.
Rispetto alla questione degli ammortizzatori sociali il Congresso della FLAI sostiene che essi non devono essere constestualizzati alla vicenda Alitalia / Malpensa, ma devono essere trattati per tutto il trasporto aereo che negli ultimi anni sta affrontando situazioni generalizzate di crisi per effetto delle liberalizzazioni e della concorrenza.
Il Congresso impegna la Segreteria Regionale e le RSU della FLAI ad indire le assemblee dei lavoratori per dar loro più puntuali informazioni e per mettere in atto la mobilitazione, se necessario le lotte, per contrastare le politiche di ridimensionamento di Malpensa con programmi di sviluppo concreto coerenti con la crescita del settore del Trasporto Aereo in continua espansione e trend positivo sia a livello nazionale che internazionale.