Ranco e il Museo dei Trasporti Ogliari – 1ª parte
Il Museo Europeo dei Trasporti di Ranco, unico del suo genere in Europa, racconta la storia del mondo dei trasporti in modo molto originale. Il visitatore ha modo di compiere un viaggio nel tempo dagli inizi dell’800 ad oggi osservando l’evoluzione dei mezzi di trasporto e questi gli vengono presentati in un contesto che riproduce l’ambientazione dell’epoca corrispettiva.
La collezione è divisa in sezioni ognuna dedicata ad un mezzo diverso e ad un’epoca diversa.
Il tempo dei cavalli – rappresentano la prima metà del secolo XIX le carrozze provenienti da luoghi differenti come per esempio dalla Francia la carrozza Scharette del 1820, la “Student buggy” (1823) proveniente dall’America, la “Wurth” (1828) della Utreth Car, che nel 1828 rappresentava il mezzo di trasporto delle famiglie olandesi su brevi tracciati, dal Belgio il “phaeton” del 1828, a due posti, aperto sul davanti ma con un posto dietro la capote per il “servitore” e per finire il “Brougham” (brùm in lombardo) che, costruito dalla Ditta Wilson di Sheffield per servizio pubblico (1848), sarà il primo mezzo a due cavalli utilizzato a Milano della gloriosa Società Anonima Omnibus (SAO). Si passa poi al tempo in cui la diligenza si trasforma e vengono costruite le prime rotaie per la trazione a cavallo.

E’ esposto in questa sezione anche il tram a due piani che percorreva, nel 1876, il tratto Milano-Regio Parco di Monza. Nel 1880 i viaggi più lunghi venivano affrontati su carrozze a due piani e “Break Vagonotte” carrozza multiuso per il trasporto di persone e merci. Nel 1885 la “Giardiniera Vis a Vis” diviene il mezzo caratteristico per i trasferimenti dei viaggiatori dalle stazioni ferroviarie principali ai vicini paesi.Fra una carrozza e l’altra è visibile un singolare veicolo a ruote in cui spicca una vela, esperimento della Ferrovia Eolica del 1856 di Carlo Cattaneo che ebbe vita breve per mancanza di vento sulla breve tratta in Provincia di Varese (Sesto Calende – Tornavento).
Ma il mondo del cavallo si avvia a scomparire: è il tempo del vapore.
Il tempo del vapore – Il cavallo viene presto sostituito dalla locomotiva a vapore. Il “gamba de legn”, che in onore di Verdi viene chiamata “Busseto��? è una piccola locomotiva costriuta dalla Breda nel 1892 ed è uno degli esemplari più rappresentativi e meglio conservati. L’esemplare esposto qui a Ranco, perfettamente funzionante, è l’unico sopravvissuto di un lotto di oltre mille unità costruite tra il 1892 e il 1907 strappato dalla demolizione da Ogliari a metà degli anni 50.
L’arrivo del vapore scatena subito gli entusiasmi della gente. Qui ci sono esposte altre locomotive che raccontano la storia dei trasporti a vapore di inizio novecento: la 835-222, facente parte di una serie di 370 unità, a due assi, è stata considerata l’amica fedele dei ferrovieri che l’hanno soprannominata “Cirilla”, la locomotiva n° 8 costruita nel 1907 per il “Consorzio Cooperativo Ferrovie Reggiane��?, la locomotiva a scartamento ridotto della quale si serviva il Maresciallo Cadorna per i suoi spostamenti lungo la linea del fronte durante la Grande Guerra, la vettura ferroviaria di Papa Pio IX, con i tre altari per le concelebrazioni, e la vettura personale di Giuseppe Verdi che veniva agganciata al treno per Roncole.
Il tempo dell’elettricità – Sulle rotaie cittadine irrompe l’elettricità: è l’ora del tramway. Il museo di Ranco registra puntualmente questo passaggio d’epoca, che viene introdotto da una rimorchiata a giardiniera per tram a cavalli e tram elettrici. Si tratta della versione francese del “Char à bancs”, in servizio sulle tranvie secondarie piemontesi a scartamento ridotto.
La testimonianza più significativa di questo passaggio è la gialla vetturetta Edison in funzione per la prima volta nel 1898 a Milano dove il Comune aveva commissionato alla Edison la costruzione di 18 linee tranviarie confluenti dalle zone periferiche verso il centro.
Addirittura è stata ricostruita una stazione del metrò milanese completa di banchina e segnaletica: la stazione di “Villa Fantasia”, con tanto di scala mobile e la classica insegna rossa, per riprodurre le vie di accesso al le viscere della città. In fondo alla scala si apre un tunnel dove sono sistemati una vettura della Linea n° 1 (rossa) della MM a terza rotaia e un carrello Socimi della linea n. 2 con trazione a filo aereo.
Verso la fine del XIX secolo anche le ferrovie cominciano ad orientarsi verso l’utilizzo dell’energia elettrica ritenuta più economica rispetto all’energia prodotta dal vapore a causa dell’aumento del costo del carbone che andava sempre più scarseggiando sul mercato.
Nella 2ª parte di questo articolo dedicato interamente al mondo dei trasporti, passeremo dal tempo dell’elettricità al tempo del motore. [continua]
Per ulteriori informazioni:
Museo Europeo dei Trasporti Ogliari
Via Alberto 99 – 21020 Ranco (VA)
Tel. Custode: 0331.97.66.14
E-mail: info@museo-ogliari.it
web: www.museo-ogliari.it
Direttrice Dott.ssa Paola Trinca Tornidor – 338.83.95.482


