Rocca di Angera: omaggio a Dino Ciani – 1
Nella splendida cornice della Rocca Borromeo di Angera sabato 15 settembre 2007 alle ore 20.45 l’Associazione Dino Ciani, con il Patrocinio del Teatro alla Scala, organizza la VI edizione de “Sulle note dei ricordi – omaggio a Dino Ciani”
L’evento musicale intende ricordare la figura e la breve ma intensa carriera del pianista Fiumense “Dino Ciani“, vissuto a Ranco, sul Lago Maggiore, negli anni ’60.

Nato a Fiume il 16 giugno 1941, Dino Ciani intraprese lo studio del pianoforte sotto la guida di Bianca Rodinis e in seguito di Martha del Vecchio. Diplomatosi a 14 anni col massimo dei voti al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, dal 1958 al 1962 Ciani seguì a Parigi, Losanna e Siena i corsi di perfezionamento di Alfred Cortot, il pianista da lui più ammirato e con cui si instaurò da subito una grande amicizia. Iniziò così la sua carriera concertistica ed arrivarono i grandi appuntamenti, in tutto il mondo (Salle Pleyel, Carnegie Hall, Filarmonica di Chicago, Kennedy Center, etc.).
Al Teatro alla Scala Ciani suonò in tre occasioni: nel 1968 il Quarto Concerto di Beethoven e nel 1969 il Quinto Concerto di Prokofiev diretti da Claudio Abbado e nel 1970 in occasione del debutto scaligero di Riccardo Muti, Dino Ciani eseguì la Fantasia in Do minore di Beethoven sotto la sua guida. Il suo ultimo Concerto con orchestra avvenne a Chicago nel marzo del 1974, dove eseguì il Terzo Concerto di Beethoven con la Filarmonica di Chicago sotto la direzione di un altro grande Maestro: Carlo Maria Giulini.
Dino Ciani perse la vita il 27 marzo 1974 in un incidente stradale nei pressi di Roma.
In via Lungolago, a Ranco, raccoglieva a sè gli amici per suonare, per cantare, parlare e giocare sulle note di canzoni di musica leggera. Quelle serate sul lago erano condivise da amici illustri, tra cui citiamo Claudio Abbado, Maurizio Pollini, Ottavia Piccolo, Romolo Valli, Leyla Gencer. Numerose le testimonianze di quei giorni: il famoso pianista russo Nikita Magaloff ricorda “i bellissimi soggiorni a Ranco, dove spesso mi recavo a trovarlo. Suonavamo a quattro mani, passando da un autore all’altro. In quel luogo magico si viveva realmente di musica, parlando e ascoltando nastri per notti intere …”; Gianandrea Gavazzeni scriveva: “Non è sempre agevole l’intesa tra musicisti anagraficamente lontani ma con Dino Ciani avveniva l’opposto, poteva essermi figlio eppure non avvertivo lo stacco. La sensibile attenzione al tempo nel quale viveva, l’ascoltazione aperta al gusto che gli stava intorno e l’aggancio a quanto gli preesisteva, negli individui e nell’arte, erano i tratti più evidenti del suo modo d’essere. Nelle lunghe giornate trascorse nella sua casa di Ranco non c’era solo preparazione ai concerti. Oltre al suono del pianoforte, c’era la conversazione, la poesia rappresentata dai libri che stipavano il suo studio affacciato sul lago …”.
Gianandrea Gavazzeni è stato con Valentina Cortese, Claudio Abbado, Paolo Grassi, Maurizio Pollini, Giorgio Strehler, Luchino Visconti ed altre personalità, uno dei fondatori dell’ASSOCIAZIONE DINO CIANI c/o Teatro alla Scala e del PREMIO DINO CIANI, concorso internazionale triennale per “giovani talenti” al Teatro alla Scala, istituito per la prima volta nel’75, nella cui giuria si sono avvicendati pianisti del calibro di M. Horzovsky, N. Magaloff, M. Argerich, M. Pollini, L. Berman, R. Firkusny, A. Ciccolini, M. Beroff, A. Weissenberg […] e che è stata presieduta nelle ultime edizioni da Riccardo Muti. [continua...]
per informazioni:
ASSOCIAZIONE DINO CIANI
c/o Teatro alla Scala Milano
Via Filodrammatici 2 MILANO
tel. +39 028879.1
www.bassetti-angera.it



3 agosto 2007 alle 13:17
Penso a Dino e considero che se fosse ancora tra noi sarebbe felice di vedere che il suo contributo musicale fornito: al mondo musicale, al mondo culturale, viene ripagato con manifestazioni di immensa gratitudine da tutti coloro che hanno potuto avvicinarlo allora od anche ascoltando semplicemente le sue registrazioni e da tutti i musicisti vincitori del “Premio Ciani – Teatro alla Scala” che pur non avendolo conosciuto di persona ne traggono beneficio oggi per aver vinto il prestigioso concorso pianistico internazionale a Dino dedicato.