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Sesto Calende e la chiesa di San Vincenzo

L’Oratorio di San Vincenzo di Sesto Calende è una chiesetta situata a nord dell’abitato, sorge su un poggio erboso declinante verso il Ticino e il Lago Maggiore, dominante il nucleo antico dell’Abbazia.

Edificata tra la fine del XI secolo e l’inizio del XlI secolo, probabilmente sui resti di precedenti edifici pagani e/o tardo romani (da studi fatti trattasi di una cappella utilizzata in epoca longobarda, che successivamente perse la sua funzione religiosa e andò in rovina, fu solo nell’ XI secolo che sullo stesso luogo venne edificato l’attuale oratorio), e’ oggi testimonianza della continuità insediativa di carattere religioso nel territorio sestese. Restauri di ricostruzione o di consolidamento effettuati nella storia non hanno alterato la semplicità dell’edificio ad aula unica absidata e sono stati rispettosi delle caratteristiche dell’edificio. L’abside ripete motivi già notati all’esterno delle absidi della Chiesa di San Donato, distante poche centinaia di metri, quali gli archetti in cotto e pietra.

La chiesa di San Vincenzo è una cappella utilizzata in epoca longobarda che perse la sua funzione religiosa e andò in rovina; fu solo nell’ XI secolo che sullo stesso luogo venne edificato l’attuale oratorio. La sua facciata presenta i segni dei rimaneggiamenti subiti nel tempo, che mutarono il profilo del portale d’ingresso e aprirono le finestre laterali, dalle quali è possibile sbirciare nell’interno. L’abside, invece ha caratteristiche più vicine al suo aspetto originale.

L’interno e’ decorato di affreschi di pregevole fattura, probabilmente era interamente affrescato ma rimangono visibili solo quelli eseguiti tra il ‘400 e il ‘500 nell’abside e sul fianco destro; sicuramente di esecuzione più antica e’ la serie di affreschi dell’abside. Nell’abside sono raffigurati (da sinistra a destra) San Francesco che riceve le stigmate, San Bernardo Abate, San Antonio Abate, il Trittico Centrale (La Vergine e il Bambino Benedicente, a lati San Vincenzo e San Anastasio), San Rocco, San Giobbe, San Nicolò da Tolentino, San Bartolomeo Apostolo. Sulla parete sinistra (Nord) è rappresentato S. Rocco, su quella destra (Sud) S. Giorgio che trafigge il drago, Sant’Antonio da Padova, S. Vincenzo, I Re Magi, sull’altare S. Benedetto e S. Scolastica.

Luogo di culto sin da epoca preistorica, l’area e’ stata oggetto di campagne di scavo che ne hanno dimostrato l’importanza nel corso dei secoli. Ne sono testimonianza le tracce degli edifici preesistenti leggibili nella pavimentazione all’interno dell’edificio stesso dell’oratorio. All’esterno e sotto il pavimento sono state trovate numerose tombe, in particolare presso l’attuale ingresso, dove si trovava l’abside antico. I reperti sono conservati presso il museo di Sesto Calende.

La chiesetta servì a più riprese da lazzaretto e grande ne fu nel tempo la venerazione. E’ provata la conversione dell’oratorio in lazzaretto in occasione delle grandi pestilenze del Medioevo, fino all’ultima epidemia di colera verificatasi nel 1884. Affreschi devozionali all’interno ne danno chiara testimonianza.

La chiesa o l’oratorio di San Vincenzo è chiamata anche chiesetta dei Re Magi, perché conserva, al suo interno, tra gli altri affreschi, anche una rappresentazione, appunto, dei Re Magi.

Dalla chiesetta è possibile recarsi alla località Preja Buia; percorrendo poche centinaia di metri di strada sterrata in salita, si incontra sulla destra un grosso masso erratico (detto appunto Sass da Preja Buja), affiancato da uno di più piccole dimensioni. Sulla faccia superiore di quest’ultimo sono chiaramente individuabili alcune coppelle incise, mentre su quello più grande le incisioni (cerchi e quadrati) sono di difficile identificazione. Certo è che sono testimonianze della presenza di una zona sacra fin dai tempi antichi.

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