Joseph Kosuth, concetti d’arte a Varese
Nella magnificenza di Villa Panza, dal 19 luglio al 30 novembre sono esposte tredici installazioni che coprono la produzione dell’artista Joseph Kosuth tra il 1965 e il 1974 e che rappresentano l’essenza della ricerca artistica, il rapporto con la conoscenza del linguaggio e la relazione tra significato ed espressione.

“Kosuth ha fatto qualcosa che prima non era pensabile: fare un’arte che si identifica con una ricerca filosofica…Ci fa entrare in quel regno indefinibile delle cose che non si possono definire ma che sono la sostanza di tutto. Per questa ragione le sue opere sono immensamente belle: ci fanno conoscere la nostra anima”. Giuseppe Panza di Biumo
Si chiama “arte concettuale”. Termine che indica quel movimento artistico che si propone di sostituire all’opera la riflessione sull’opera stessa, sul suo ruolo nel contesto della società e della sua cultura. L’artista, quindi, non realizza oggetti da guardare, ma concetti, idee, riflessioni sull’arte espressi principalmente con l’ausilio del linguaggio verbale, o con la combinazione fra testo e immagine fotografica. Uno dei suoi principali esponenti, nonché massimo teorico, è senza dubbio Joseph Kosuth con una ricerca artistica ormai trentennale.
Le sue opere sono presenti in Europa, nelle Americhe, in Asia. Nel nostro paese una sua installazione è all’Isola di San Lazzaro degli Armeni nella laguna veneziana, che ospita, in occasione della 52° Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, il progetto “Il Linguaggio dell’Equilibrio”.
Josepk Kosuth è nato il 31 gennaio del 1945 negli Stati Uniti, nella città di Toledo in Ohio. Kosuth ha frequentato a New York la Scuola d’Arte Visuale (1965/67) e la Nuova Scuola per la Ricerca Sociale (1971/72), seguendo i corsi di antropologia e filosofia. Attualmente insegna all’Accademia d’Arte di Monaco di Baviera e all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. Numerose le partecipazioni a Documenta (Kassel) e alla Biennale di Venezia, con una mostra al Padiglione Ungherese (1993). Tra i premi da citare il Brandeis Award, 1990, il Frederick Weisman Award, 1991, la Menzione d’Onore alla Biennale di Venezia e il Chevalier de l’ordre des Arts et des Lettres consegnatogli dal governo francese nel 1993. Nel 2001 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa dalla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna. Per quasi trent’anni è stato ospitato come docente e relatore dalle più prestigiose università e istituzioni di tutto il mondo. Attualmente vive tra New York e Roma.
La mostra è curata da Giuseppe Panza di Biumo e accompagnata da un catalogo con un contributo critico di Giorgio Verzotti. La mostra è stata realizzata con il contributo della Provincia di Varese e il patrocinio del Comune di Varese.
Per ulteriori informazioni:
VILLA PANZA, Piazza Litta, 1 – Varese
Tel. 0332 283960 – Fax 0332 498315
E-mail: faibiumo@fondoambiente.it


