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La cultura di Golasecca: i CROMLECH

Il termine cromlech, di origine gallese (letteralmente “pietra curva ), indica un recinto circolare di pietre che racchiude una o più sepolture.

i Cromlech della cultura di Golasecca. Cromlech è il nome dato a monumenti megalitici particolari, costituiti di pietre di grandezza variabile conficcate nel terreno in circolo. Ad esempio il più famoso ed enigmatico è il cromlech di Stonehenge, la cui costruzione sembra essere antecedente al II millennio a.C., ha orientazioni riconducibili allo studio astronomico e infatti probabilmente era destinato al culto del Sole.

I cromlech , definiti anche “tombe a circolo”, sono caratteristici del comprensorio del Ticino. Il preistorico lombardo R. Castelfranco, alla fine del XIX secolo, ne riconobbe 43 lungo la riva lombarda del fiume e 4 su quella piemontese. Oltre che al Monsorino, cromlech sono stati scoperti in località Garzonera a Vergiate e nella brughiera del Vigano a Somma Lombardo e, relativi ad età più tarda (cultura di Golasecca II – III periodo), nel Canton Ticino a Minusio Ceresol presso Locarno.

I cromlech , collocati sia sulla cima delle colline (Monsorino) sia in pianura (Vigano e Vergiate), avevano dimensioni variabili tra i 3 e i 10 metri di diametro. Il solo circolo del Vigano, oggi scomparso, era di maggiori dimensioni: il suo diametro misurava 17 metri e vi si accedeva tramite un’allea di 30 metri. R. Castelfranco, che lo vide e lo descrisse nei suoi studi, sostenne che fosse costituito da 300 blocchi estesi su di un’area di 450 metri quadrati.
Le tombe erano collocate sia al centro dei recinti che lungo il loro perimetro. Numerose erano anche quelle che si addensavano all’esterno dei loro limiti.
I cromlech avevano non di rado una sorta di corridoio di accesso di forma rettangolare, la cosiddetta “allea”, sul cui significato molto si discute: semplice corridoio di accesso per alcuni, per altri era invece il luogo deputato alla deposizione delle offerte e allo svolgimento dei riti in onore del defunto.

L’uso di questi recinti funebri inizia con l’VIII (Sesto Calende, località Carrera) e prosegue per tutto il VII e il VI secolo a.C.
Alcuni studiosi li considerano l’ultima derivazione dei recinti megalitici di età neolitica, caratteristici dell’Europa settentrionale (Inghilterra, Irlanda), della Bretagna e di Malta. Tuttora discusso è il fatto se i cromlech fossero solo dei piccoli recinti, posti a segnare il limite dell’area funebre, o costituissero la base di veri e propri tumuli.
Le tombe a circolo sono note anche altrove in Italia: a Chiavari in Liguria, a Melì nel bellunese e nel mondo italico (Temi, Alfadena).

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1 Commento a “La cultura di Golasecca: i CROMLECH”

  1. LIBRO di SCUOLA: ARTE (Storia dell0arte) scrive:

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